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Basket, Davide Pascolo «Se Milano è umile può conquistare tutto»

«Timido? Così mi definirei. Forse per la paura di non piacere. Qualche anno fa non lo avrei nemmeno confessato».
Un bel passo in avanti?
«In questa direzione a Trento mi ha aiutato molto Vincenzo Cavazzana, il vice di Maurizio Buscaglia: mi ha insegnato ad apprezzare ogni esperienza e a non incupirmi se sbaglio».
Davide Pascolo, 26 anni da compiere il 14 dicembre, 202 cm., uno dei volti nuovi della EA7 Emporio Armani, sorriso largo e occhi chiari trasparenti. In estate si è trasferito dall’Aquila Trento a Milano. In un altro mondo?
«Vengo da Coseano, in provincia di Udine, un paese di 2000 abitanti e non avevo mai vissuto in una grande città… Mi sembrava grande Trento. Qui bisogna fare attenzione a tutto, anche ai tempi degli spostamenti».
Insieme ad Awudu Abass (da Cantù) e a Simone Fontecchio (dalla Virtus Bologna), Pascolo, per tutti Dada, è il futuro dell’Olimpia Milano. Il primo impatto?
«La prima sera – sorride – io e Fontecchio abbiamo sbagliato direzione della metro, che intanto aveva terminato le corse. Fuori non c’erano taxi… Una lunga camminata».
Ma la squadra?
«Siamo un gruppo con attese e pretese. Giustamente. Tutti vorranno batterci. Per me è una sfida: mettermi ancora una volta alla prova. Tecnicamente, Sanders e Simon sono quelli che mi hanno maggiormente impressionato».
Che cosa lascia a Trento?
«Un gruppo cresciuto e maturato assieme… E la mia fidanzata, Elena».
Obiettivi a salire, per Dada l’impressionista dei canestri. Ma lui è sempre dove cade la palla. Istinto o lettura?
«Entrambi. Anche se un movimento non è canonico, ma dà vantaggio, io lo faccio».
Quasi sempre, in precampionato, è risultato il miglior rimbalzista della squadra?
«Io ci provo sempre».
Si, ma il suo tiro non lo si può guardare.
«È vero. Ma me lo sento normale. Basta che non ci sia un video in cui rivedermi… Piuttosto, devo velocizzarlo in uscita dai blocchi».
Dada, il ragazzo che deve sempre dimostrare qualcosa. Alla prima stagione a Trento, in Divisone nazionale: promozione in Legadue ed Mvp della stagione. Sì, ma tra i professionisti farà fatica: vittoria della Coppa Italia di Legadue con lui Mvp della manifestazione, poi promozione in serie A. Qui sì che l’asticella si alza davvero: alla prima stagione in A protagonista nel portare Trento ai playoff. Be’, ma in Europa è un’altra cosa: Dada Pascolo, primo quintetto di Eurocup nella passata stagione. Quest’anno l’Eurolega, vertigine da tetto d’Europa? «Ho sempre affrontato i gradini pensando solo a migliorarmi».
Il suo basket tattico è al servizio dell’Armani?
«Se rimarremo molto umili potremo avere molte ambizioni. Milano può e deve fare bene anche in Eurolega».
Parliamo della Nazionale?
«Peccato: è la sola parola che mi viene in mente dopo l’esclusione dai Giochi».
Un messaggio azzurro?
«Non mando messaggi. Lavoro per essere pronto, ma capisco che in Nazionale il mio ruolo è sovraffollato da giocatori fenomenali come Gallinari, Melli, Datome e Polonara».
I giovani sognano la Nba.
«Già… Purtroppo so benissimo che quel basket non si adatta alle mie caratteristiche».
Milano si consola: Pascolo può invece essere fondamentale per i suoi destini.

Article source: http://www.corriere.it/sport/16_settembre_30/basket-davide-pascolo-se-milano-umile-puo-conquistare-tutto-f2cf38e8-86ee-11e6-b094-d674d9773420.shtml