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Calcio, altro che famiglie: allo stadio a Bergamo pagano anche a 4 anni

Nessun biglietto gratuito

Evidentemente sì, se è vero che alla fine per entrare allo stadio con sua figlia papà Filippo, 35enne agente di commercio, ha dovuto comprare il contestato ticket. Questo nonostante… «Abbia chiesto l’intervento dello staff e dei rappresentanti dell’Atalanta – prosegue papà Filippo -. Confesso che la mia prima tentazione è stata quella di non entrare allo stadio e di andare via insieme a mia figlia. Poi i responsabili mi hanno spiegato che non era previsto alcun biglietto gratuito per la partita fra Atalanta e Torino perché l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive aveva imposto di non emetterne per questioni di ordine pubblico (Atalanta-Torino era considerata gara “a rischio 4”. Il più alto). A quel punto per far entrare la mia bambina di 4 anni, abbiamo dovuto pagare quasi come fosse un’adulta. Io non ce l’ho certo con la società Atalanta e non si tratta solo di soldi, ma di regole che qualche volta davvero risultano incomprensibili e illogiche. Credo che in questo modo si rischia solo di tenere la gente perbene e i bambini lontani dagli stadi». Domenica scorsa fra i 15mila spettatori dell’Atleti Azzurri d’Italia (4.154 paganti, 10.771 abbonati) ecco quindi la piccola Matilde a gioire per la vittoria nerazzurra sul Torino. Forse ancora per un po’ inconsapevole che la passione per il calcio «costa»; e che si comincia a pagare anche troppo presto.