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Cantù, 80 anni sotto canestro tra trionfi e un modello di sport

La gloria degli anni 70 e 80

È davvero complicato, anzi impossibile, sintetizzare i momenti gloriosi di questo club che nell’albo d’oro vanta 3 scudetti (nel 1975 e nel 1981 gli altri due), 2 Coppe dei Campioni (1982 e 1983, quest’ultima nella famosa finale tutta italiana di Grenoble contro Milano), 2 Coppe Intercontinentali (1975, 1982), 4 Coppe delle Coppe (1977, 1978, 1979, 1981), 4 Coppe Korac (1973, 1974, 1975, 1991) e qualcosa come 16 titoli giovanili perché il vanto di Cantù — nonché punto di forza di una società che ha sempre badato anche all’educazione alla vita dei suoi atleti — è stato il funzionamento di un college-foresteria. Ma tutto ruota attorno ad alcune figure chiave, da rivisitare come se fossero quadri di una pinacoteca: Aldo Allievi e suo figlio Roberto, i patron dell’epopea vincente degli anni 70 e 80; Pierluigi Marzorati, giocatore-icona non solo di questa squadra, il playmaker che, sebbene per una sola partita, tornò in campo in serie A a 50 anni, stabilendo un record; Bob Lienhard (l’americano che ha messo le radici in Brianza, imparando perfino il dialetto), Carlo Recalcati, Fabrizio Della Fiori e tutto il resto di una generazione di talenti; i manager Gianni Corsolini (che fu pure coach) e Lello Morbelli, diventato poi presidente di Milano; Francesco Corrado, proprietario del dopo-Allievi; la famiglia Cremascoli, che ha mandato al «soglio pontificio» la signora Anna, presidentessa fino al passaggio di mano a Gerasimenko (che adesso ha affidato il governo del club a sua moglie Irina: le donne «capo» nella storia sono diventate due); Arnaldo Taurisano, mitico allenatore; Valerio Bianchini, che a Cantù conobbe la sua esplosione come coach; Giancarlo Primo, l’ex c.t. che conquistò l’Europa; e poi, passando a giovani tecnici sbocciati a Cantù, Fabrizio Frates, Pino Sacripanti, Andrea Trinchieri. Ci stiamo dimenticando qualcuno? Sì, ci stiamo scordando di sicuro tanti personaggi di primo piano. E di questo ci scusiamo. Ma ricordiamo che nella primavera del 2015, per la fase finale della stagione regolare e per i playoff, Cantù riuscì a ingaggiare Metta World Peace (l’ex Ron Artest), una stella di prima grandezza, anche per le sue turbolenze, della Nba: è stato un gran colpo che ha riportato la società alla ribalta dei media nazionali e internazionali.

Article source: http://www.corriere.it/sport/16_settembre_22/basket-cantu-80-anni-b48701f6-80e5-11e6-8c4f-1739fe9f1372.shtml