Share

Champions League, Juventus: la squadra c’era, la superiorità no

Non c’è dubbio che l’avversario abbia condizionato la Juve. C’è un’organizzazione nel Siviglia che in Italia è difficile trovare con questa qualità. Ma c’è anche un errore nella Juve attuale che a questi livelli diventa più evidente. Si è perso Dybala nel gioco di attacco, negli ultimi venti metri. Non è un problema di qualità, ma di fondo. Dybala è quasi felice di partire da dietro perché è più facile, ma in questo modo non è decisivo. Gioca sempre bene, incide meno. Lo fece anche Maradona, ma quando era più vecchio. Se Dybala parte da molto lontano, il suo dribbling serve per un assist, non arriva al tiro. Questo è un handicap sciocco. Il dribbling del ragazzo è la cosa migliore della Juve per arrivare allo spazio del gol. È stata comunque una partita di alta intensità tattica, in buona parte vero calcio moderno, senza possesso palla, quasi tutto gioco verticale. L’offensivista Sampaoli non ha schierato mai nemmeno un attaccante, ma anche questa è quasi modernità. È stato un catenaccio appena avanzato, per un tempo fermo a centrocampo, per un altro dentro l’area spagnola. Manca nel mezzo della Juve qualcuno con idee diverse, Pjanic avrebbe fatto comodo dall’inizio, il Siviglia aveva tutti giocatori capaci di giocare la palla. Nel complesso a me la Juve è piaciuta. È un errore pensare sia una equipe fantascientifica, ma è una grossa squadra. Ha giocato da favorita e ha rispettato l’impegno. È mancato un tempo di gioco, ma temo fosse quasi doveroso. Il Siviglia tiene quattro giocatori intorno al pallone, bisognava per forza aspettare si stancasse. È mancata in sostanza la superiorità netta della Juve, non la Juve. E credo ci sia ancora molto tempo.

Article source: http://www.corriere.it/sport/16_settembre_15/champions-league-juventus-squadra-c-era-superiorita-no-09d21f3c-7ac0-11e6-a4f4-4d2467f05bee.shtml