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Champions: per passare il turno con la Roma, il Porto si affida all’Espirito Santo (Nuno, l’allenatore)

Da portiere ad allenatore

Originario di Sao Tomè, stato africano, ex colonia portoghese, 42 anni, Nuno da giocatore è stato portiere (cominciando con il Vitoria Guimaraes, poi Deportivo La Coruna, Dinamo Mosca ed altri tra cui il Porto naturalmente) come i nostri Zenga e Zoff (altri estremi difensori divenuti poi allenatori). Il ruolo lo ha abituato ad osservare con attenzione il gioco durante la gara e a capire come schierare la squadra in campo. Dalla sua ha avuto il merito di avere almeno un maestro d’eccezione, quel Josè Mourinho con cui ha vinto la coppa Uefa del 2003 e la Champions del 2004. (Nuno occorre precisare era sempre la riserva di Vitor Baia e poteva osservare da vicinissimo le mosse dello Special One). Il suo momento di gloria da portiere lo tocca però nella successiva coppa Intercontinentale vinta dai portoghesi ai rigori, quando sostituisce in porta Vitor Baia nei supplementari.
Tutti sottolineano caratteristica che gli è poi stata utile nel passaggio dal campo alla panchina avvenuto nel 2012: la simpatia. «E’ una persona molto allegra, sa motivare i colleghi, è sempre pronto ad ascoltare e aiutare. Quando qualcuno non riesce, è il primo a incoraggiare. Questo è il motivo per cui molti colleghi corrono ad abbracciarlo quando segnano un gol» raccontava in un’intervista di qualche tempo fa McCarthy, ex attaccante proprio del Porto. Simpatia che lui riesce a trasmettere grazie alla capacità di esprimersi in 5 lingue (portoghese, spagnolo, inglese, russo e italiano).

Article source: http://www.corriere.it/sport/calcio/coppe/2016-2017/champions/notizie/champions-passare-turno-la-roma-porto-si-affida-all-espirito-santo-nuno-l-allenatore-b172c286-690a-11e6-8470-1b8893e36b4b.shtml