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Hacker nei server Wada: «Ecco gli atleti Usa che hanno preso sostanze proibite con l’ok dell’Agenzia»

Le conseguenze dell’attacco

L’attacco ha due conseguenze immediate e importanti. Primo, dimostra la fragilità del sistema informatico Wada, cui decine di migliaia di atleti accedono con grande (forse troppa) facilità tramite singola password da computer, tablet o smartphone. Poter «vedere» gli spostamenti di un atleta o leggere i suoi dati sanitari sensibili è, naturalmente, una gravissima violazione della privacy e un’arma micidiale in mano a eventuali sabotatori. La seconda conseguenza è che dopo l’atto di pirateria verranno alla luce dei dati – presumibilmente realistici – su numero e natura delle autorizzazioni terapeutiche, su cui le federazioni mantengono riserbo strettissimo. Si potrebbe scoprire (come temono molti medici sportivi) che il loro numero è molto superiore al previsto, che si tratta di farmaci potenti e che le malattie da curare esistono solo sulla carta.

Article source: http://www.corriere.it/sport/16_settembre_13/hacker-server-wada-ecco-atleti-usa-che-hanno-preso-sostanze-proibite-l-ok-dell-agenzia-23ab41b4-79a7-11e6-8c12-dd8263fa3b6d.shtml