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Il Milan era la sua vera passione Le vittorie pesavano dentro le urne

La difficoltà di mettere insieme undici giocatori e un allenatore si evidenzia prima della difficoltà di tenere insieme i dirigenti di un partito dietro il loro allenatore. La vendita di Kakà al Real Madrid, per esempio, sarà pur stata un attivo di bilancio per il Milan ma è costata migliaia di voti a Forza Italia, voti annullati con il nome del giocatore scritto a mo’ di sfregio sulla scheda elettorale. Perché quando il Milan era Berlusconi e il centrodestra era Berlusconi, la squadra aveva per certi versi una priorità. Infastidito dagli alleati che provavano a insidiargli il primato, una volta si sfogò in Consiglio dei ministri: «Per colpa vostra negli ultimi tempi ho smesso di seguire la squadra. Ma ora basta, compro Totti e Nesta e torno a vincere». Davvero per Berlusconi veniva prima la politica? Berlusconi non pianse quella sera di metà novembre del 2011, quando — tra due ali di folla che lo dileggiavano — salì al Quirinale per dimettersi da presidente del Consiglio. Si era commosso invece quella mattina di metà agosto del 2004 nella sua villa in Sardegna, dopo aver visto uno speciale di Milan channel sui suoi primi diciotto anni da presidente del club.

Article source: http://www.corriere.it/sport/16_agosto_06/milan-era-sua-vera-passione-vittorie-pesavano-anche-dentro-urne-cf01b172-5b4f-11e6-bfed-33aa6b5e1635.shtml