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Kosovo, prima storica, l’emozione di Ujkani: «Vincere per i nostri morti»

È stato un cammino lento e tormentato quello che ha portato la Federata Kosovës del cocciuto presidente-padrone Fadil Vokrri a entrare nella grande famiglia della Fifa, che il 13 maggio l’ha accolta con 141 sì contro 23 no, fra i quali ovviamente quello della Serbia. È stato un problema anche trovare un girone libero da incroci pericolosi, e alla fine la scelta è caduta sul gruppo I con Croazia, Finlandia, Turchia, Islanda e Ucraina. Il c.t. albanese Gianni De Biasi la definisce «una squadra senza esperienza ma con carattere e buona tecnica» e suggerisce di buttare un occhio su Milos Rashica, 20 anni, attaccante del Vitesse che piace al Napoli. Per il resto il selezionatore Bunjaku (che pure ostenta sicurezza: «Andremo all’Europeo 2020») dovrà arrangiarsi con ragazzotti semisconosciuti dato che i migliori hanno rinunciato alla chiamata, chi per scelta (Januzaj, ala del Manchester United in prestito al Sunderland, sicuramente il talento migliore) e chi per regolamento. Tipo Granit Xhaka, centrocampista dell’Arsenal e nazionale svizzero, che ha spiegato la situazione ai connazionali attraverso una lettera aperta: «È la cosa più difficile della mia vita, ma avendo giocato l’Europeo non posso più cambiare squadra». Un pasticcio, quello dei documenti: su 25 convocati 9 sono ancora senza. La Fifa, messa peraltro in croce dalla federcalcio svizzera terrorizzata per un’eventuale diaspora di giocatori, ha spiegato che la materia è complicata ma ci si sta lavorando.

Article source: http://www.corriere.it/sport/16_settembre_03/kosovo-prima-storica-l-emozione-ujkani-vincere-morti-8fa90df0-7138-11e6-82b3-437d6c137c18.shtml