Share

Olimpiadi di Rio 2016, 100 m Bolt vince «a fatica» su Gatlin e mostra il suo lato umano

La passione per l’oro

A 12 anni era già un metro e 95: preoccupati, i genitori lo portarono dal dottore. A 15 anni lo curavano per la scoliosi. A 17 lo affidarono a Norman Peart, ex impiegato delle Poste, divenuto manager e precettore di talenti. A 22 migliorò per la prima volta il record del mondo. Ha una passione per l’oro, e non solo quello olimpico: possiede una Nissan dipinta in oro – oltre a una Range Rover, una Bmw, un pickup Ford Raptor M6, e un quad con cui fa slalom sulle dune o negli aranceti -, un orologio d’oro massiccio disegnato apposta per lui, una madonnina ovviamente d’oro al collo, e un anello dono però non di una fidanzata ma della madre. Color oro anche le scarpe, che ieri dopo la volata si è tolto per correre sulla pista a piedi nudi. A volte si fa fotografare in smoking, a volte in mutande: “So vivere come un miliardario, ma so anche vivere come un povero”.

Il futuro

«I’m a lucky man», sono un uomo fortunato, ha detto nel corridoio che porta agli spogliatoi. E fortunati siamo noi, a vivere al tempo dei due campioni olimpici più grandi di sempre. Con la differenza che Michael Phelps ha detto addio alle piscine e vuole dedicarsi al figlioletto Boome, molto baciato in questi Giochi. Mentre Usain Bolt ha davanti almeno un altro anno. Potrebbe sempre cambiare idea, e arrivare a Tokyo 2024. Ma il destino dei superuomini è essere assunti in cielo prima di venire sconfitti.

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/olimpiadi-rio-2016-bolt-vince-a-fatica-mostra-suo-lato-umano-f8c7f438-62a4-11e6-9c04-fc260bea0f0e.shtml