Share

Olimpiadi di Rio 2016, atletica La Giamaica domina la 4×100 Bolt chiude col terzo oro

Mai viste tante risate, tante smorfie, tanti sorrisi sulla faccia di Usain Bolt da Trelawny, Giamaica, il primo a divertirsi quando esce dai blocchi, sprinta, vince. La missione dei tre ori olimpici a Rio, nove in totale, è compiuta. Il capitolo dei Giochi si chiude. Si apre, da cominciare a scrivere dopo il Mondiale di Londra 2017, quello sul futuro del più forte: Owens, Lewis, Bolt, l’evoluzione della specie sprinter. «È importante usare la popolarità di Usain per dare benefici alla nostra terra: il suo nome apre molte porte» dice Andrew Holness, primo ministro giamaicano: «Se lo volesse, potrebbe diventare un ministro del nostro governo». Bolt in giacca e cravatta, magari con un paio di scarpe stringate ai piedi, è quanto di più lontano dall’immagine che il Lampo ha dato di sé da quando lo conosciamo. Conquistò l’oro di Pechino con una scarpetta slacciata («Me lo ricordo eccome: figo!»), figuriamoci se è disposto ad attraversare la vita adulta in grisaglia. Ha un sua Fondazione, ha il mestiere di testimonial per Puma, che gli ha assicurato un contratto da ambassador a vita per la modica cifra di 4 milioni di dollari a stagione (da pensionato). Lui, carico d’oro dopo il passaggio a volo radente nella gioielleria di Rio, non si pone il problema: «Siete voi a stressarvi, non certo io». Esclude un solo mestiere, quello di coach. Il mondo lo adora, l’atletica dovrebbe fargli un monumento. «Quest’uomo è un genio» ha detto ieri Sebastian Coe, numero uno della Federatletica internazionale. Bolt twitta al popolo dei fans (4 milioni e 290 mila followers). «Non avete mai dubitato di me nemmeno un minuto ed è per questo che sarò con voi per sempre». Poi sorride: «Ecco qui, ce l’ho fatta. Sono immortale».

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/olimpiadi-rio-2016-atletica-giamaica-domina-4x100-bolt-chiude-col-terzo-oro-2058b608-667a-11e6-a871-4e65f9c31faf.shtml