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Olimpiadi di Rio 2016, calcio Perdenti di successo: agli Usa non bastano i trucchetti di Hope Solo

Neppure se si fosse spogliata come fece qualche anno fa per un settimanale americano, avrebbe distratto Lisa Dahlkvist pronta a calciare il rigore decisivo. Eppure Hope Solo, la figlia del veterano del Vietnam, la campionessa olimpica, mondiale ma anche dell’arte di cacciarsi nei guai, qualcosa se lo doveva inventare. Così, per evitare agli Stati Uniti di calcio una clamorosa eliminazione, ci ha provato con la recitazione. Usa-Svezia, quarti di finale, parità del punteggio ma se Lisa segna è fatta. E quando la svedese sta per prendere la rincorsa, Hope chiama l’arbitro, gioco fermo. C’è un problema: devo sostituire i guanti. Un addetto della panchina accorre come se stesse trasportando una pozione miracolosa, Hope si sfila i guanti, ruota i polsi come se ci fosse qualcosa che non va, guadagna tempo, spera che la pressione finisca con lo schiacciare la povera Lisa sul dischetto. Quella invece se la ride. Che abbia un futuro nel cinema, glielo hanno già detto, però stavolta lo stratagemma – provato in passato con successo – non serve. Lisa va al tiro e la spiazza nettamente.