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Olimpiadi di Rio 2016, ciclismo Nibali sfortunato, cade a 11 km dal traguardo: era nella fuga buona

Nibali, Henao e Majka sono quel che resta di 237 km a eliminazione, Valverde è fuori gioco, Froome attardato, gli altri comparse nel piccolo capolavoro dell’Italia, che con Aru, De Marchi, Caruso e Rosa plasma l’asfalto rovente a immagine e somiglianza del capitano. E Nibali è lì, rispettoso delle consegne, lanciato verso l’oro che non vinciamo dal 2004 (Bettini), la consacrazione di una vita a due ruote. Al passaggio prima, Aru tornato gregario gli aveva portato la borraccia, mettendolo in guardia: «Occhio che c’è poco grip». Ma non si può frenare un campione a briglia sciolta. In quella curva, l’ultima, vanno giù in due, prima Henao e poi Nibalino, già franato due settimane fa al Tour (19esima tappa), che in discesa avrebbe potuto fare la selezione e invece si rialza dolorante (spalla colpita con violenza, in serata la diagnosi, frattura della clavicola e una «prossimale» al collo: addio crono) e si accomoda a ciglio strada, mentre Majka il sopravvissuto vola verso le mille luci di Copacabana, sognando una caipirinha con una bella garota. Ma l’Olimpiade ha qualcosa in serbo anche per lui: dal gruppo degli inseguitori, dove c’è Aru, si staccano Van Avermaet e Fuglsang, lo specialista belga delle classiche e il gregarione di Nibali in Astana; lo agganciano a 1500 metri dall’arrivo, facendone scempio in volata. Oro belga, argento danese, bronzo polacco.

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/olimpiadi-rio-2016-ciclismo-nibali-sfortunato-cade-13-km-traguardo-era-fuga-buona-abcc19c0-5c05-11e6-bfed-33aa6b5e1635.shtml