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Olimpiadi di Rio 2016, compagni e rivali: caro amico ti sfido (e ti batto)

Fare i conti tutti i giorni con uno che esegue i tuoi stessi gesti, magari un po’ meglio, qualche centesimo più veloce, o qualche centimetro più in alto, o più preciso. La tua ombra che ti segue, e a volte ti precede, lo specchio del tuo stato di forma, che ti rimanda le tue stesse ossessioni. Se la forzata convivenza, il confronto continuo e la rincorsa del risultato vengono però ammorbiditi dall’amicizia, sdrammatizzati dalla complicità, ecco che l’ingranaggio si scioglie assieme ai muscoli, e qualcosa succede. Succede per esempio che all’Olimpiade si vedano Brianna (Rollins), Nia (Ali) e Kristi (Castlin), tre ragazze americane sul podio della 100 ostacoli, che si abbracciano prima della gara e poi via, vinca chi vuole, basta che sia una di noi. «Siamo venute qui come amiche e come squadra, vincere insieme è la cosa più bella»: oro, argento, bronzo. I due fratelli Brownlee, Alistair e Jonny, antitesi di Romolo e Remo ma novelli D’Inzeo, è una vita che corrono, pedalano, nuotano e fanno a chi arriva prima. In genere nel triathlon arriva prima Alistair come l’altro giorno quando in attesa di vincere il secondo oro olimpico di fila ha rallentato per aspettare Jonny, argento. «Ci chiedono se siamo rivali, non sappiamo rispondere, facciamo tutto assieme da sempre». Alexandra Raisman, invece di stramaledire l’idea di essere ginnasta nella stessa era di Simone Biles, ha deciso di sfruttarne gli aspetti postivi: «È un grande aiuto averla in squadra: scherza sempre, fa apparire tutto leggero».

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/caro-amico-ti-sfido-ti-batto-616b19c6-6650-11e6-a72c-ba25dcc53bd3.shtml