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Olimpiadi di Rio 2016 Da emigrante calabrese a «re» di Tijuca: Mauro, che affare col golf

O Globo dixit

Ancora giovane inventa un sistema di trasporto e conservazione delle banane, che in breve lo converte nel primo distributore della città, o rei das bananas, scrive O Globo negli anni Sessanta. Da lì prende il volo e, altra intuizione, capisce che la metropoli può solo espandersi verso ovest, una regione lungo l’oceano dove ai tempi c’erano soltanto dune di sabbia, lagune e coccodrilli. La terra non vale quasi nulla, è proprietà dimenticata di banche, monasteri, eredi di colonizzatori portoghesi: lui ne accumula più che può, e soprattutto si mette a estrarre sabbia dalle preziose dune atlantiche, da vendere all’industria del vetro e delle costruzioni. In pochi decenni Barra cresce fino agli attuali 300.000 abitanti. A partire dagli anni 70, ogni volta che un immobiliarista vuole costruire un quartiere nuovo a Rio deve andare a comprar terra da Pasquale Mauro. Il quale però riserverà sempre una enorme fazenda per sé, dove allevare mucche e bufali e prodursi i formaggi con i sapori della sua infanzia. Sono gli ultimi sette chilometri quadrati, chiamati Fattoria Calabria, che un giorno non lontano probabilmente i suoi figli e nipoti lottizzeranno in allegria.

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/olimpiadi-rio-2016-emigrante-calabrese-re-tijuca-mauro-che-affare-col-golf-27f7086a-5db5-11e6-bfed-33aa6b5e1635.shtml