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Olimpiadi di Rio 2016, Farah vince ancora i 10.000 e adesso insegue la storia, Henderson vola nel lungo

Il somalo naturalizzato inglese ha bissato ieri il titolo dei 10.000 metri conquistato a Londra nel 2012. Farah è imbattibile: non può esistere tattica vincente contro chi è capace di digerire un giro intermedio da 60”, un ultimo mille metri in 2’28” e un 400 metri finale da 55”. Mo è un fondista con la resistenza di un maratoneta e la velocità di base di un ottocentista. Schiantati il keniano Tanui, secondo, e l’etiope Tola, terzo. Farah ha raggiunto i cinque miti del fondo (Nurmi, Zatopek, Viren, Gebrselassie, Bekele) che hanno conquistato la gara più lunga del programma olimpico per due volte. Ora la sfida sale di livello: l’inglese punta a ripetere la doppietta anche nei 5.000 metri, impresa riuscita solo al (discusso) finlandese Lasse Viren a Monaco e Montreal. L’altra medaglia pesante assegnata ieri sera è stata quella del salto in lungo. Successo all’americano Jeff Henderson (8,38 metri) che all’ultimo tentativo si è piazzato davanti al sudafricano Manyonga e all’inglese Rutherford, quello che prima dei Giochi congelò il suo sperma per paura del virus Zika. Ieri sera, nelle tre velocissime semifinali degli 800 metri, eliminato anche l’ultimo italiano in gara, Giordano Benedetti. Miglior tempo di serata per il francese Bosse, che in finale sfiderà David Rudisha, il dio keniano del doppio giro di pista, nell’unica gara di corsa dove un bianco ha possibilità di vittoria.

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/farah-10000-insegue-storia-henderson-vola-52315d5a-61e4-11e6-80ce-6e3612708f11.shtml