Share

Olimpiadi di Rio 2016, i cinesi di Damilano e la marcia fantasma

Vecchia conoscenza

Sandro Damilano, vecchia conoscenza dell’atletica italiana, totem della marcia, è un uomo euforico e amareggiato insieme. Ha appena vinto, da c.t. della nazionale cinese, due medaglie pesantissime, che si appresta a raddoppiare nella 20 km donne del 19 agosto. «Per le medaglie vedo le mie cinesi e le due italiane, Giorgi e Rigaudo. Molto altro, in giro, non c’è». Tra le cinesi c’è Liu Hong, fermata per un mese in gran segreto dalla Iaaf dopo il trionfo alla Coppa del Mondo di marcia di Roma: «Aveva la tonsillite, dice di avere usato in Cina una pomata che conteneva una sostanza bandita dal 1° gennaio. Io, al posto suo, sarei andato a caccia del proscioglimento completo…». Che differenza di trattamento, al netto della sproporzione tra positività, però, con Alex. Ed ecco il motivo dell’amarezza di Damilano, che nel 2008 portò Schwazer alla conquista dell’oro di Pechino. «Da una parte mi dispiace per quello che gli è accaduto: è stato a lungo un mio atleta, non lo dimentico. Dall’altro provo rancore per le insinuazioni sul mio conto. Solo perché conosco il giudice internazionale che chiamò Donati per dirgli di tenere Alex tranquillo… Ma per favore! Questo è un ambiente piccolo, ci si conosce tutti. E quel giudice lo conosceva anche Donati».

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/i-cinesi-damilano-vincono-marcia-il-fantasma-882a6d68-60d4-11e6-92f0-b1559c509232.shtml