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Olimpiadi di Rio 2016: le farfalle della ritmica, stupire con esercizi creativi

Loro sono cambiate, rispetto a Londra è rimasta solo la capitana Marta Pagnini; le altre sono tutte all’esordio olimpico: Sofia Lodi di Brescia (della stessa società di Vanessa Ferrari), Alessia Maurelli, di Rivoli, Marta Pagnini, di Firenze, Camilla Patriarca, di Sondrio e Martina Centofanti, di Roma, figlia di: suo padre è Felice Centofanti, ex calciatore «capellone» di Inter, Palermo, Ancona. Ora a Rio nei panni del tifoso. «Lo dico sempre a mio padre, noi sì che ci alleniamo, altro che i calciatori. Devo dire che lui è il primo ad ammetterlo — ride Martina che, a 18 anni, è la più giovane del gruppo —. È il nostro primo tifoso. Quando nel 2015 ho deciso di trasferirmi a Desio per entrare in Nazionale mi ha subito appoggiato, d’altronde questo era il mio sogno». Se le ragazze sono cambiate — e la c.t. Emanuela Maccarani negli ultimi tre anni ha avviato un importante ricambio generazionale —, sono sempre le stesse le aspettative e le difficoltà. A partire dalla Russia, lo squadrone che parte sempre favorito perché molto bravo e perché appoggiato dalle giurie, poi Bielorussia, Israele, Bulgaria e Spagna. «Noi lo sappiamo: dobbiamo essere perfette, alle russe viene concesso anche di sbagliare» è ormai il refrain di tutte le gare di ritmica. Le farfalle, però, hanno ambizioni molto alte: vincere con gli esercizi più difficili e creativi. «Noi facciamo cose più spettacolari, con un valore artistico molto alto, solo che spesso viene premiata di più l’esecuzione pulita — spiega Maccarani —. Le ragazze lo sanno, devono essere più brave».

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/farfalle-ritmica-stupire-esercizi-creativi-78a4b8e6-64bf-11e6-8281-0851fdf23454.shtml