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Olimpiadi di Rio 2016, nuoto: la 4×200 ko in semifinale. Pellegrini: «Non voglio smettere piangendo»

Ha ritrovato il sorriso…
«Che cosa posso fare ormai? Le lacrime le ho finite tutte ieri sera al Villaggio. È difficile accettare, per tutto quello che avevo fatto, gare andate bene, sensazioni positive, non riuscire a raggiungere l’obiettivo per così poco fa male».
Che cosa è mancato?
«Credo niente, ho dato veramente l’anima, mi sono preparata bene, i turni preliminari erano andati come mai. Col senno poi posso dire che ero dalla parte sbagliata della vasca, nel senso che se fossi stata nell’altro lato le avrei viste meglio. Ma forse no. Col senno di poi è sempre facile dirlo…».
A caldo ha scritto quello che pareva un messaggio d’addio su Instagram.
«Ieri sera dentro di me ho detto basta. Mi ero ripromessa di non vivere più una delusione così. So cos’ho fatto quest’anno per 12 ore al giorno, non so se ci riuscirò ancora per altri anni».
E stamattina invece come si è sentita?
«Era un po’ diverso. Per carattere, nella mia carriera sono sempre riuscita a voltare subito pagina. La mia rinuncia ai 100 stile oggi è dipesa proprio dalla voglia di cercare di dare il massimo in staffetta 4×200 stile. Purtroppo non è bastato né servito».
Dunque, un cambiamento di idea…
«Diciamo che ieri sera la vedevo nerissima, oggi un po’ meno».
Però ha bisticciato forte sui social…
«Le agenzie hanno parlato della mia rinuncia senza parlare della scelta di fare la staffetta e la gente non addentro ha subito detto che non onoro l’Olimpiade».
Ed è scappato pure un insulto…
«Un insultino ogni tanto fa anche bene, soprattutto alla gente che non capisce e non vuole capire».
I grandi campioni sono grandi anche nelle sconfitte….
«E infatti tanta gente mi è stata vicino, anche gente della musica come Emma Marrone e Cesare Cremonini. Insomma, mi ha fatto piacere».
Quando ci rivedremo a bordo vasca?
«Chi lo sa. La mia Olimpiade finisce qui, poi vedremo».
Nel senso che è l’ultima?
«Questo non lo so. Se decido di andare avanti è per fare la quinta, altrimenti non vado avanti. Ma è una decisione che non voglio prendere adesso. Ne dovrò parlare anche con Matteo (Giunta, l’allenatore, ndr), perché finora della parte tecnica non abbiamo ancora parlato».
E Filippo Magnini che ha detto?
«È triste anche lui, sa bene la fatica che ho fatto per essere qui e lottare. Perché ho lottato, eh? Fino alla fine. Ma purtroppo questo è uno sport di centesimi, e soprattutto questi 200 stile. L’anno scorso con il mio tempo la Ledecky ha vinto il Mondiale a Kazan».
Se nuoterà ancora come lo farà?
«I miei parametri cambieranno, anche perché fra quattro anni avrò 32 anni».
Phelps ne ha 31…
«Si però è diverso… E comunque anche lui è stato fermo due anni».
L’ipotesi di un periodo sabbatico la prende in considerazione anche lei?
«Sì. Dare magari un arrivederci e rientrare più avanti, oppure torno a casa e a settembre mi viene voglia e ricomincio con altri obiettivi. Di voglia di nuotare ne avrò tutta la vita, ma adesso è difficile decidere perché non voglio più vivere una sofferenza come ieri».
E il cambio vita di cui parlava a caldo?
«La voglia di fare altre cose c’è. Ma per conciliarle col nuoto bisogna capire quali sono gli obiettivi che hai nel nuoto».
Per esempio cambiando stili, come fece dopo Londra quando si dedicò al dorso?
«Chissà, ci devo pensare. Potrei fare due anni con altri stili e poi mi rigiro a stile, oppure mi fermo due anni e rientro, oppure vi dico ciao e non ci vediamo più…».
Che cosa le ha fatto più male?
«Il fatto che se doveva essere il mio ultimo 200 non doveva finire così. Dovrò decidere se ripartire subito oppure riposare anima, corpo e mente e ripartire con calma. Di certo non voglio continuare tuta la mai vita dicendo: ho smesso di nuotare piangendo».
E adesso che cosa farà?
«Voglio solo andare in vacanza».

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/olimpiadi-rio-2016-nuoto-staffetta-4x200-ko-semifinale-pellegrini-non-voglio-smettere-piangendo-7b8c7124-5f25-11e6-bfed-33aa6b5e1635.shtml