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Olimpiadi di Rio 2016, pallanuoto L’Italia femminile va a medaglia 12-9 alla Russia, Setterosa in finale

In rimonta

Fosse per loro tornerebbero in acqua subito per sistemare qui la faccenda. Il portiere Giulia Gorlero, come sempre la più diretta, lo spiega bene: «Siamo forti, forse le più forti, e adesso io voglio l’oro. Se viene bene. Se non viene, sappiamo che abbiamo dato tutto il cuore comunque». È questo il manifesto su cui il Setterosa sta costruendo una delle più grandi imprese della pallanuoto italiana. Ormai infatti siamo nei dintorni della mitica Nazionale che vinse l’oro ad Atene nel 2004. Pierluigi Formiconi in panchina, Giusi Malato a far gol, intorno a lei un gruppo straordinario (e allora si diceva irripetibile), quel Setterosa vinse la finale con la Grecia nella casa del diavolo e definì il metro di confronto della gloria. Adesso, dodici anni dopo, e dopo il sesto posto di Pechino e il settimo di Londra, eccoci a parlare di possibile remake. Senza perdersi nei confronti, con la forza dei risultati: «Ora c’è solo questa squadra, pensate solo a lei — dice Tania Di Mario, magnifica 37enne che ad Atene c’era già —. Queste ragazze, con me che sono fiera di essere la loro capitana, hanno scritto un’altra pagina di storia. E allora non pensate a quello che c’è stato, ma a quello che c’è». E quello che c’è è un piacere guardarlo. Ieri l’Italia ha gestito con classe e lucidità una partita scivolosa per vari motivi: era una semifinale; aveva già battuto facilmente la Russia 10-5 nel girone; dopo appena 1’46” era sotto 2-0. È stato il pressure-test decisivo: «Il problema era che dopo 4 vittorie su 4 ci davano tutti per favoriti — ha raccontato il c.t. Fabio Conti —. Normalmente a questo punto dei tornei siamo outsider e questo poteva essere il pericolo. La doccia gelata iniziale poteva tagliarci le gambe… Invece le ragazze sono state straordinarie».

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/olimpiadi-rio-2016-pallanuoto-l-italia-femminile-va-medaglia-12-9-russia-setterosa-finale-289d676c-6497-11e6-8281-0851fdf23454.shtml