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Olimpiadi di Rio 2016, pallavolo: l’Italia bussa alle porte del sogno

Chicco è un c.t. che ha scelto, per indole e per situazioni contingenti, il basso profilo. L’ennesima scalata al famoso (o famigerato) oro olimpico è guidato da un allenatore molto differente da Velasco, da Montali, da Anastasi e da Berruto, i predecessori che hanno provato invano a sciogliere l’enigma della Sfinge dei cinque cerchi. Di Velasco, Blengini è stato assistente ed è un figlioccio. Di Berruto era il vice un anno fa quando proprio a Rio nella World League capitò il patatrac che determinò il cambio della conduzione tecnica. Ricordatogli l’episodio, Blengini si leva dai guai con abilità: «Penso al futuro, non al passato. È solo sul domani che si può lavorare». Via ogni fronzolo, via ogni possibile distrazione rispetto al presente e a un torneo che è il più equilibrato di sempre. Ora et labora, diceva San Benedetto da Norcia. «Teniamo i piedi per terra», recita invece Chicco. Mai un attimo di emozione, mai una concessione al personaggio? «Non si può e lo dico senza finta modestia. Cerco di respingere quel pizzico di tentazione che a volte fa capolino: qui c’è solo da stare sul pezzo».

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