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Olimpiadi di Rio 2016: Simone e Simone, 2 volti del sogno americano

Se il nuoto era un sogno proibito per gli afroamericani, figurarsi la ginnastica, che da sempre rientra tra gli sport elitari. Simone Biles viene dal basso. È nata a Columbus, Ohio, suburbia bianca e ghetti neri. La madre Shannon era tossicodipendente. I servizi sociali chiamarono il nonno materno, Ron, l’unico rintracciabile della famiglia, che viveva in Texas con Nellie, la sua seconda moglie. Tornò a Spring con Simone, che aveva 3 anni, e la sua sorellina più piccola. Non è un uomo ricco. Lavora come operaio in una azienda elettrica. Simone trascorre i pomeriggi all’asilo. Impressionati dalle sue contorsioni, gli assistenti la portano alla Bannon gymnastix, la palestra più vicina. Incontra l’insegnante Aimee Boorman, che ancora oggi è la sua allenatrice. Anche qualcosa di più. «La mia seconda madre adottiva». Il resto sono primati e record di ogni genere, fino alla consacrazione di Rio. Le due Simone, così vicine e così lontane. Ma entrambe riflesso del sogno americano, ognuna a modo suo.

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/olimpiadi-rio-2016-simone-simone-biles-manuel-2-volti-sogno-americano-8c129862-60d2-11e6-92f0-b1559c509232.shtml