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Olimpiadi di Rio 2016, spada Francia troppo forte, medaglia d’oro L’Italia si accontenta dell’argento

L’altro Garozzo sul podio

Eppure, va bene così. È la medaglia che permette anche a Enrico di salire su un podio appena inferiore rispetto a quello del fratello Daniele. È la medaglia fondata sul Potere della Trinacria, perché la Sicilia è diventata il baricentro della spada e nella squadra spedita in Brasile solo Andrea Santarelli, umbro, fa eccezione. Infine, è la medaglia di chi a Rio nemmeno avrebbe dovuto esserci. L’Italia cominciò a inseguire la qualificazione dal nono posto del ranking: una mission (quasi) impossible, alla fine completata con autorità. È stato superato un percorso di guerra e di risalite che ha blindato il gruppo: «Ho rinunciato a malincuore a giovani come Bruttini e Buzzi – spiega Cuomo -: il loro momento arriverà. Imito Antonio Conte? Diciamo che ho preferito salvaguardare il lavoro svolto su Garozzo, Pizzo, Fichera e Santarelli. E stato il nostro segreto: abbiamo trovato una marcia in più nella squadra e lo prova il modo in cui abbiamo sconfitto la Svizzera, da tempo una bestia nera, e l’Ucraina campione del mondo». Sono state anche rimosse le scorie della prova individuale, andata male. Ci hanno lavorato pure Mazzone e il maestro Dario Chiadò, fondamentale nel collegamento tra c.t. e atleti. Ancora Cuomo: «Ho fatto in modo che ci si preoccupasse solo di noi, evitando di accasciarci su un letto a ripensare alla sconfitta». Ma sì, vogliamo realizzare una T-shirt anche per questi quattro moschettieri?

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