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Olimpiadi di Rio 2016: spinta alla Bulgaria, le farfalle beffate

«Se mostri la perfezione ti aspetti che venga riconosciuta», è la voce di Emanuela Maccarani, c.t. da vent’anni ora in vena di ripensamenti. «Io le mie gratificazioni le ho, mi stanno facendo tutti i complimenti. Ma come faccio a spiegarlo alle ragazze? Il nostro esercizio con cerchi e clavette non era nemmeno paragonabile a quello della Bulgaria, e forse anche alla Spagna. Meritavamo quattro decimi in più, non è stata valorizzata la difficoltà». C’è — tra noi e le giurie — anche una differenza culturale: noi rischiamo con esercizi belli e creativi, loro premiano la pulizia. Noi non cambiamo («È la nostra scuola, tutti ci copiano», ripete il presidente federale Riccardo Agabio), le giurie neanche. Ci sono, però, tutte le condizioni per ripartire da qui, anche se il quadriennio passato è stato un lungo work in progress con il quintetto definitivo raggiunto negli ultimi mesi. E anche se nel futuro bisognerà fare a meno della capitana, Marta Pagnini, e se Camilla Patriarca e Sofia Lodi ora sono piede di dubbi: «Io chiudo qui una carriera lunghissima, dopo un anno speciale — spiega Marta —: siamo partite da un disastro, ne è uscita una squadra con le palle. In palestra è nato un affetto che non scorderò». Il capitale umano è ricchissimo. Manca l’altro capitale. «Ho giovani bravissime che posso mettere in squadra subito, perché il movimento c’è — continua Maccarani —, ma servono soldi, sponsor, visibilità. Per andare avanti servono certe condizioni».

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/olimpiadi-rio-2016-spinta-bulgaria-farfalle-beffate-54902c54-682c-11e6-b1b2-f8e89a7ffdaf.shtml