Share

Olimpiadi di Rio 2016, Viviani è d’oro nell’Omnium dopo una caduta

10 giri d’onore

Viviani riparte da 186 punti, seguito da Hansen a 182 e Cavendish a 176. Pochissimo, considerando che Hansen vince lo sprint di meno 80 giri e Cav quello di meno 70. Ma Elia è attento e se ne prende 3, vitali per ricacciare indietro il danese, che è pur sempre il campione olimpico in carica. E infatti a meno 60 è solo lui ad andare a punti (2), che Viviani restituisce con gli interessi (cioè uno in più) allo sprint successivo. Hai voglia a dire che Elia sembra in pieno controllo, come effettivamente è: la caduta di 40 giri prima è un ricordo troppo fresco, ma evidentemente per tutti tranne lui. Allo sprint si piazza dietro a Cavendish (5-3), a meno 30 è solo Hansen a risalire. E a meno 20 Elia decide di andarsi a prendere l’oro: vince lo sprint e ora gli basta un solo punto: «Lì ho capito che avevo vinto, quegli ultimi giri me li sono proprio goduti». Eppure, invece del punto mancante ne arrivano 5 (perché non si sa mai). I 10 giri finali sono 10 giri d’onore. Che si concludono col tricolore in mano, l’abbraccio ai genitori e un sacco di lacrime. Cavendish è argento, Hansen bronzo. Elia Viviani il dolore per la caduta non lo sente proprio. Si può tranquillamente concentrare su ringraziamenti e dediche. Per Elena Cecchini, ovviamente, fidanzata e ciclista su strada. «Ho vinto la corsa più importante della mia vita. È da Londra 2012 che ci penso. Tra l’altro, coi tempi di oggi avrei vinto l’oro anche allora». Quattro anni fa l’Omnium lo perse all’ultima gara. Ora se l’è preso alla quarta (il km da fermo), rischiando non poco di perderlo di nuovo. «Anche perché dentro di me io correvo solo per l’oro». E poi seguono delle parole che curiosamente ricordano quelle di Detti dopo l’oro di Paltrinieri nei 1500 stile libero: «Grazie a tutta la squadra, durante la stagione ci alleniamo molto insieme. Grazie a Ganna, lavorando con lui nell’inseguimento sono cresciuto tantissimo. E guardate che i ragazzi del quartetto stanno crescendo, a Tokio possono salire sul podio. Se serve io sono qui. Si chiude oggi una parte della mia carriera, ma la pista non la lascerò mai». Solo chi cade, non troppo male, può risorgere.

Article source: http://www.corriere.it/sport/olimpiadi-2016-rio/notizie/olimpiadi-rio-2016-ciclismo-pista-omnium-viviani-d-oro-una-caduta-5a855d18-632d-11e6-9c04-fc260bea0f0e.shtml