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Palermo-Napoli, ecco «Luce» De Zerbi, l’allenatore ultrà

Fin lì il Rigamonti lo aveva frequentato solo in curva Nord, quasi una presa in giro per uno nato e cresciuto nel quartiere di Mompiano, praticamente dietro lo stadio, trecento metri massimo. E sì che da ragazzino era una promessa: sinistro magnifico, improvviso, secco, senza rincorsa, alla Hagi, non a caso uno dei suoi primi idoli. Il problema, si diceva, era che all’allora presidente Corioni non andava a genio il padre, uno dei capi della tifoseria organizzata, molto critica con la società colpevole di andare e venire in continuazione dalla serie A. Voci o meno, fatto sta che alla fine il ragazzo se n’era andato a giocare nelle giovanili del Milan, salvo poi prendere il treno ogni domenica e correre in curva al Rigamonti insieme agli amici di sempre. Una passionaccia mai nascosta, coltivata anche negli anni di professionismo quando si faceva centinaia di chilometri per seguire le rondinelle a volte anche in trasferta. Come a Livorno nel 2009, finale playoff per salire in A. Un’abitudine non sempre vista benissimo dai suoi datori di lavoro, soprattutto perché la tifoseria del Brescia è fra le più turbolente d’Italia, ma da Roby resa pubblica ogni volta con grande trasparenza: «Il Brescia è la mia malattia».

Article source: http://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/2016-2017/notizie/luce-de-zerbi-l-allenatore-ultra-359647cc-76b7-11e6-b673-b2cde5239b18.shtml