Share

Rugby, fenomeno Barrett, dalle mete in giardino alla maglia più preziosa

Il passaggio di consegne avvenne un anno fa a Twickenham, nella finale di Coppa del Mondo. Carter, all’ultima apparizione in nero, aveva appena finito di domare l’Australia quando Barrett, alzatosi dalla panca da pochi minuti, marcò l’ultima meta con uno sprint da centometrista. Da allora Barrett ha preso il comando e imposto il suo stile: è il più rapido di piedi e di mani, ha tecnica e visione straordinari e una compostezza che gli permette di cambiare angoli di corsa alla massima velocità e confezionare finte perfette senza nemmeno spettinarsi. Un artista e un nuovo tipo di giocatore perché fa nel rugby di oggi, contro difese impossibili da scalfire, quello che il gallese Barry John — che si diceva passasse attraverso i muri — faceva 40 anni fa, quando il gioco era più lento e il campo molto meno presidiato. Nemmeno Barrett, però, è perfetto. Carter era praticamente infallibile nei calci piazzati, Barrett ne sbaglia parecchi, ma considerato quello che combina palla in mano nessuno si sogna di metterlo fuori squadra. Trascinati da Barrett gli All Blacks hanno devastato Australia, Sudafrica e Argentina nel Championship alla media di 6 mete segnate e 1 subita. Con Barrett sono arrivati al record mondiale di 18 vittorie consecutive e anche alla caduta di Chicago, sabato scorso contro l’Irlanda, terza sconfitta negli ultimi cinque anni.

Article source: http://www.corriere.it/sport/16_novembre_10/rugby-fenomeno-barrett-mete-giardino-maglia-piu-preziosa-2062419c-a6bb-11e6-b4bd-3133b17595f4.shtml