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Rugby, sabato Italia-Tonga: per la continuità e per il mondiale

L’arcipelago del rugby

Nel paradiso polinesiano vivono in 103 mila, disseminati su 173 isole (53 quelle abitate) e tra loro in 48 mila giocano a rugby. Il che vuol dire che tutti, neonati a parte, sono travolti dalla passione per lo sport nazionale. Hanno classe, fisici imponenti, abilità tecniche fuori dal comune, ma peccano di organizzazione di squadra, perché con l’arrivo del professionismo si sono disseminati in tutti i campionati del pianeta (72 professionisti solo in Europa) e chi ha potuto ha anche fatto carte false, sfruttando la clausola dell’eleggibilità, per vestire la maglia dei paesi che rappresentano la nobiltà del rugby: Nuova Zelanda, Australia, Francia, Inghilterra. Ma guai a prenderli alla leggera, perché hanno nei placcaggi devastanti il loro modo di interpretare il gioco e nella lucida sregolatezza la capacità di mettere all’angolo qualsiasi avversario.