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Russia 2018, la carica dei c.t. senza quarti di nobiltà

L’Inghilterra aspetta una vittoria da 50 anni. Per i maestri è stata una volta e mai più. L’unico successo resta il Mondiale del 1966, organizzato e vinto in casa tra mille polemiche. La Nazionale di Sua Maestà non ha più mai neanche sfiorato una Coppa del Mondo o d’Europa e il miglior piazzamento rimane la semifinale di Italia 90, persa ai rigori contro la Germania. Una dote va però riconosciuta agli inglesi: la perseveranza. Le hanno provate tutte e, dopo Roy Hodgson, ora si affidano a «Mister Nobody», un semisconosciuto: Sam Allardyce. Ha costruito la sua carriera nella provincia inglese: Blackpool, Notts County, Bolton, Newcastle, West Ham e Sunderland, ultima tappa del viaggio. Cresciuto ad Ash Green, innocuo paesino nel cuore del Regno Unito, comincia oggi il cammino su una delle panchine più perdenti e pesanti della storia. Dopo il flop di Euro 2016, l’Inghilterra non ha disputato neppure un’amichevole: esordisce in prima assoluta in Slovacchia per un’altra campagna mondiale. Vincere il Mondiale 2018 in casa dell’odiata Russia, con cui i rapporti in tutti i campi (diplomatici e commerciali) sono al minimo, sarebbe un sogno. È però l’obiettivo affidato a Allardyce che non dovrebbe avere difficoltà a emergere in un girone di gommapiuma e a costruirsi così, a 61 anni, una più solida reputazione internazionale.

Article source: http://www.corriere.it/sport/16_settembre_04/carica-ct-senza-quarti-nobilta-1dbe4098-7205-11e6-a5ab-6335286216cb.shtml