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Scardina, il barman di Siviglia«Io, dal Camp Nou ai cocktail»

«Mi tengo nel telefono la foto di due anni fa al Camp Nou in Coppa del Re: io, capitano del Huesca, a centrocampo con Iniesta, capitano del Barcellona. Sono un tipo scherzoso e quando la faccio vedere al bar, non ci crede nessuno». Dall’altra parte del bancone Francesco Scardina miscela cocktail e ricordi freschi: da calciatore a barman («l’espressione corretta è bar tender») in locali di tendenza a Siviglia. Scardina è entrato alla Juventus a 5 anni, ne è uscito a 19 anni («il sangue è bianconero»), dopo tre panchine in Champions con Lippi allenatore. Ha giocato a Salonicco, Crotone, Vicenza, Chievo in serie A, Cittadella e Nocerina, prima di finire a Huesca e stabilirsi in Spagna. «Un anno fa ho smesso, dopo aver riportato la squadra in serie B. È cambiata la dirigenza e ho preferito rescindere. Da ragazzo ho studiato informatica, ma l’ufficio non fa per me. Ho seguito un corso da bar tender e mi sono buttato: ho bisogno di stare in mezzo alla gente e sono molto contento della mia scelta. Lo stacco con la vita da atleta? Pensavo fosse peggiore, ma mi sono rimboccato le maniche: la gente pensa che i calciatori vivano di rendita, ma sono in pochi quelli che ci riescono. Il segreto per rendere il passaggio meno complicato è fare qualcosa che ti piace. Certo, martedì scorso sono andato a vedere la Primavera, poi Siviglia-Juventus e un po’ ho sofferto: il campo mi manca».

Article source: http://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/2016-2017/notizie/scardina-barman-siviglia-86737d66-b282-11e6-b816-d363c3de2004.shtml