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Tutto casa, moschea e gol: i segreti di Salah profeta giallorosso

Se a Roma è impossibile incontrarlo in discoteca, è molto più facile farlo nella moschea di Acilia, la più vicina al Torrino, quartiere dove abita con la famiglia: la figlia Makka, nata a Londra quando giocava col Chelsea, e la moglie, facilmente riconoscibile anche in tribuna all’Olimpico perché indossa il velo tradizionale e, come vuole la sua religione, quando si muove deve sempre essere accompagnata da un’altra donna. Quando giocava a Firenze, dopo una doppietta alla Juventus alcuni tifosi per ringraziarlo incisero un cuore sul portone di casa sua, in un palazzo storico vicino a Ponte Vecchio, creando un caso diplomatico. E’ un ragazzo semplice, Salah: il suo migliore amico romano è un dipendente della Roma, che la società gli ha messo a disposizione dal giorno del suo arrivo. I compagni lo adorano: domenica è andato a festeggiare la tripletta al Bologna al ristorante (ama la cucina italiana, soprattutto la pasta al pomodoro) con Nainggolan e non ha mai perso di vista il pallone della gara, che si è portato a casa. Con Totti c’è un feeling particolare: in campo parlano la stessa lingua, fuori il capitano gli fa le battute in romanesco e lui, che ormai capisce bene l’italiano, ride. Lo stesso fanno i tifosi della Roma, quando gioca e segna come sta facendo quest’anno.

Article source: http://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/2016-2017/notizie/tutto-casa-moschea-gol-segreti-salah-profeta-giallorosso-b52ab93c-a524-11e6-b713-5be9dedb2e34.shtml